Palermo nasce intorno all'VIII secolo a.C. come porto fenicio — Zyz, «il fiore» — e diventa una delle grandi città commerciali del Mediterraneo. Greci e Romani vi passano, ma è l'emirato arabo, dal IX secolo, a trasformarla: giardini, irrigazione, agrumi e canna da zucchero, quartieri nuovi e una vita cosmopolita che ne fanno una delle città più grandi del mondo.
Nel 1072 i Normanni prendono la città e, invece di cancellarne la cultura, la intrecciano alla propria: ne nasce un linguaggio architettonico unico — archi a sesto acuto, mosaici d'oro, cupole rosse — che fiorisce sotto Ruggero II e fa di Palermo la capitale di un regno. Poi verranno gli Svevi, gli Angioini, gli Spagnoli col loro barocco esuberante e i Borbone: ognuno ha lasciato uno strato che ancora si legge camminando.
L'itinerario arabo-normanno di Palermo, insieme alle cattedrali di Cefalù e Monreale, è Patrimonio dell'Umanità UNESCO. È lo stesso spirito d'incontro che, secoli dopo, porta nella stessa piazza gelatieri da cinque continenti.

















